Posts Tagged 'Patrizia Di Monte'

la máquina de bailar_ juego y expresión en un patio escolar

la máquina de bailar_ juego y expresión en un patio escolar

Hace unos meses, junto con el festival TRAYECTOS “Danza en paisajes urbanos”, empezamos a trabajar sobre la elaboración de una “máquina de bailar”. El objetivo consistía en construir un artefacto para introducirlo en un patio de colegio de modo que, a través de la música, cambiara las dinámicas de comportamiento de los niños en el tiempo del recreo. La máquina, deberá ir apareciendo por diversos espacios educativos de la ciudad, dentro del programa municipal “Barrios creando, creando barrios” que fomenta la inclusión, la integración y la participación.

Los espacios de poder.

La primera cuestión consiste en una reflexión sobre la ocupación del espacio libre de los colegios a través de las diversas actividades desarrolladas. En este contexto, se observa un aplastante dominio del mundo del fútbol que, en una posición de centralidad, se apropia de los mejores espacios. Paralelamente se detecta una ocupación alternativa de otros espacios residuales por parte de niños que no estaban inmersos en el sistema dominante. Se ha trabajado sobre las ocupaciones, los flujos y las dinámicas, analizando la apropiación de los intersticios y evaluando la dialéctica de los diferentes espacios jerarquizados por los hábitos más comunes.

    

La transformación del espacio.

Se han formulado  diversas maneras experimentales de transformar el espacio al que los niños están habituados a percibir de un modo muy determinado y, por tanto, a asociarlo a una actividad muy concreta. Se decidió modificar la percepción del lugar (la escena lúdica) como primer paso para crear un espacio inédito, casi onírico, que pudiera albergar actividades imprevistas.

Para ello se ideó una intervención gráfica que hacía referencia a los circuitos de las tarjetas de sonido, ya que contenía una serie de trayectos y cruces que, una vez conectados, activaban puntos concretos. De ese modo, la metáfora del recorrido permitiría ir recorriendo los espacios del colegio destinados al recreo, hilvanando puntos estratégicos, modificando los flujos cotidianos y redescubriendo intersticios antes invisibles. Cada recorrido, dibujado en el suelo, contiene una serie de mensajes escritos (“Baila”, “Siente”, “Respira”, “Salta”,…) que serán puestos en escena con varios ejercicios ensayados durante varias sesiones por Lucía Reula a modo de coreografía.

 

    

Sin embargo, posteriormente se quedarían como trazas a la espera de ser activadas con nuevos códigos y nuevos usos. En ese sentido, se ha creado un escenario al servicio de la imaginación y la inventiva, que permitirá ser reinterpretado por los niños e inventarse nuevos juegos o desarrollar actividades inesperadas en una red de recorridos y cruces.

La máquina de bailar.

La máquina de bailar materializa la llegada de la música a un espacio. Contiene todo lo necesario para desarrollar la acción. Más allá de su función contenedora, es un artefacto móvil que, una vez que llega a un lugar, se despliega permitiendo la emisión de música que puede conectarse desde cualquier dispositivo móvil.

   

   

Más allá de su función puramente musical, proporciona también un espacio para la contemplación, formulando paisajes urbanos oníricos a través de unos conos de visión construidos con espejos, que deforman el espacio a través de diversos reflejos. De este modo, se puede contemplar un espacio cotidiano transformado en lago distinto, algo mágico, en el que las leyes cartesianas del espacio se disuelven en mil fragmentos y permiten concebir que otro espacio es posible.

http://www.danzatrayectos.com/portfolio/la-maquina-de-bailar/

Credits:

Cultural promoter: Festival Trayectos Danza en paisajes urbanos. Nati Buil, director;

Design + installation: Ignacio Grávalos +Patrizia Di Monte architects, estonoesunsolar;

Dance choreographer: Lucía Reula;

Ethnógraphy: Félix A. Rivas;

Photo: Marta Aschenbecher;

Santo Domingo public school, Zaragoza, Spain.

https://www.domusweb.it/en/news/2017/07/20/a_dancing_machine.html

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#LAPLAZAQUEQUEREMOS

#LAPLAZAQUEQUEREMOS

En marcha el proceso participativo “La Plaza que queremos” para el co-diseño de la nueva plaza de la Puebla de Hijar, facilitado por Javier Carrasco y con gravalosdimonte arquitectos como expertos en procesos de urbanismo participativo. Se han llevado a cabo los primeros laboratorios para el co-diseño del nuevo espacio público, recogiendo las solicitudes de los vecinos para una nueva visión en los ámbitos de movilidad, de usos, de diseño y de gestión de los espacios. 

 

Concorso internazionale riuso Caserma Sani – Bologna

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Presentazione proposta per il Concorso Internazionale di idee “Riuso dell’ ex Caserma Sani” a Bologna – UTE gravalosdimonte architects con Performa Studio.

Riuso ex caserma come vivaio di idniziative di cittadinanza, e nuove torri residenziali

Patrizia Di Monte e Ignacio Grávalos architetti invitati alla Biennale di architettura di Venezia 2016, Padiglione Italia

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Patrizia Di Monte e Ignacio Grávalos saranno uno dei 20 progettisti presenti nel Padiglione Italia della 15ª Biennale di Architettura di Venezia 2016, invitati ad esporre i 32 progetti di rigenerazione urbana del programma estonoesunsolar. Oggi la cerimonia di inaugurazione, con la presenza di Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Paolo Barattta, presidente della Biennale di Venezia, Alejandro Aravena, commissario XV Biennale Architettura di Venezia, Federica Galloni, commissario del Padiglione Italia e direttore generale Arte Architettura Contemporanea e periferie urbane e TAM associati, team curatoriale.

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 “TAKING CARE, Progettare per il bene comune / Designing for the common good” è il titolo del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2016. Architettura come servizio alla comunità, cura degli individui, degli spazi, dei luoghi, dei principi e delle risorse. Per un’architettura che faccia la differenza, secondo il proposito di TAMassociati, il team curatoriale di questa edizione del Padiglione,  composto da Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso.
Un’architettura partecipata e intelligente, in grado di scardinare gli status quo e di immaginare un futuro migliore. Un progetto proposto alla Biennale Architettura 2016 con l’intenzione di radicarsi e riprodursi al di fuori di essa, per generare una nuova consapevolezza civica. Un’architettura al servizio del bene comune sociale, baluardo contro le frontiere create da marginalità ed esclusione. “Le periferie sono la vera sfida del XXI secolo, luoghi in cui vive, lavora e sogna la grande maggioranza degli abitanti delle nostre città. Organizzare questi spazi, connetterli ai grandi flussi metropolitani rispettandone le identità, restituire loro bellezza e armonia è il grande ruolo che gioca l’architettura in questo contesto” dichiara Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Il tema della 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia – scelto dal Direttore artistico Alejandro Aravena – indaga la necessità di coniugare l’architettura con la qualità della vita delle persone. Questo è avvalorato da Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, che dice: “Abbiamo temuto che l’architettura rischiasse di non avere altre alternative, oltre a quella della realizzazione di interventi spettacolari o di bricolage. Questa Biennale vuol dirci che l’architettura è partecipe di una grande finalità: dar forma allo spazio comune.”
Le periferie, territori in continua trasformazione e aperti alla sperimentazione, affrontano i cambiamenti della contemporaneità. Ma la cultura può fare molto per le periferie, in particolare nella missione della DGAAP, che vede tra i suoi compiti proprio la promozione di politiche culturali volte a sostenere processi virtuosi di riqualificazione. Federica Galloni, a capo della Direzione generale Arte, Architettura contemporanee e Periferie urbane, sottolinea: “Al di là degli interventi specificatamente urbanistici o di politica sociale sulle periferie, l’architettura può e deve fare molto: è questa la principale missione della Direzione generale che vede tra le sue azioni la promozione della qualità del progetto di architettura e di politiche culturali volte a sostenere processi virtuosi di riqualificazione”.
Un tema – quello dell’“avere cura” – che vuole essere una prova tangibile di come l’architettura possa contribuire a diffondere e rendere efficaci i principi di cultura, socialità, partecipazione, salute, integrazione, legalità in qualsiasi luogo e a qualsiasi scala.
All’interno del Padiglione Italia, 20 progetti di studi italiani in cui si evidenziano molteplici approcci, varietà di attori, pluralità di obiettivi dei lavori svolti. La selezione spazia in campi come l’abitare, il lavoro, la salute, l’istruzione, la cultura e valorizza il rapporto tra una committenza variegata (pubblica, privata, associativa, civica) e un’architettura parte attiva nel processo di partecipazione e condivisione. Quindi, il percorso espositivo si apre a una rassegna di scatti fotografici che diano forma visibile all’idea di bene comune in Italia. Infine si sviluppa in una sperimentazione sul campo e in un esplicito invito all’azione. Nel Padiglione verranno presentati 5 progetti inediti di realizzazioni assegnate ad altrettante associazioni nazionali impegnate nel contrasto alla marginalità in aree periferiche del nostro Paese, 5 artefatti personalizzati in un lavoro congiunto tra progettisti e associazioni, che porteranno – in un progetto complessivo di sussidiarietà sociale -, qualità, bellezza e diritti laddove manchino o risultino limitati.
“Desideriamo un’architettura che sia motore di nuove visioni, potente mezzo comunicante, strumento attraverso cui le tante periferie dell’abitare possano rivendicare diritti, progresso, opportunità, inclusione”, spiega il team di TAMassociati. Progetti come strumenti per agire nelle periferie e nelle zone di degrado, ausili per azioni di impatto sociale, presidi per l’appropriazione dello spazio collettivo, modelli per la cura e lo sviluppo delle risorse umane e ambientali, supporti alle politiche pubbliche di riqualificazione. Per rendere efficaci queste azioni, gli oggetti saranno finanziati con una raccolta di sponsorizzazioni private e una campagna di crowdfunding lanciata in occasione dell’inaugurazione della mostra.
L’allestimento di TAKING CARE avviene all’insegna del ‘low-cost’, privilegiando la riduzione del superfluo e la creazione di valore aggiunto, ottimizzando costi, efficienza e riuso.

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_894085323.html

http://www.takingcare.it/incontrare/

 

masterclass “Urbanism in time of insurgency. Advocating for the just city in 21st century” at @IUAV Istituto Universitario Architettura Venezia

 

estonoesunsolar masterclass IUAV Urbanism in time of insurgency

Ignacio Grávalos y Patrizia Di Monte visiting professors en el Doctorado de Urban Planning del IUAV, “Urbanism in time of insurgency. Advocating for the just city in 21st century”  Istituto Universitario Architettura Venezia.

http://www.iuav.it/SCUOLA-DI-/SCUOLA/attivit–c/—anno-201/Urbanism-i/index.htm

@estonoesunsolar in “Our Public Space Program” Hide Park Art Center – Chicago

On June 14th and 15th we’ ll take part in “Our Public Space: Who Owns It, Who Shapes It, and Who Benefits From It“, a two days program of lectures and workshops held at Hide Park Art Center, Chicago, presented by a concise list of national and international architects, designers, and artists addressing the current state of public space and the built environment.  The program is organized by Dilettante Studios, MAS Context, and the Hyde Park Art Center and supported by Graham Foundation for Advanced Studies in the Fine Arts, The Illinois Humanities Council, National Endowment for the Humanities, Illinois General Assembly.

Our Public SpaceProgram Schedule

Saturday, June 14, 2014

The Beast, Hyde Park Art Center (5020 S Cornell Ave, Chicago, IL 60615)
1 pm – 5 pm

The first day will feature three lectures that will tackle ownership and intervention in our public space. Presentations will be delivered by Patrizia di Monte, Quilian Riano, and Mimi Zeiger whose diverse backgrounds, approaches, and areas of intervention will provide an insightful look at what shapes our public space. Each panelist will give a 45-minute presentation related to their work (see following pages for specific information) followed by a 15-minute Q&A led by Iker Gil with the audience and the rest of the panelists. The presentations will use visual aides to convey the ideas and practical solutions described.

1 pm: Introduction

1:15 pm: Quilian Riano | #whOWNSpace

#whOWNSpace arises from the questions that the Occupy Wall Street movement has brought up about ownership and use of open space around the world. On September 17th, 2011 Occupy Wall Street shed new light to the privatization of the city when a group of activists occupied Zuccotti Park, a Privately Owned Public Space (POPS) in New York City’s Financial District. POPS legislation was developed in 1961 as a way to let developers negotiate building variances, often increasing the square footage of rentable space in return for plaza and parks that should be open and welcoming to the public for multiple uses. The legislation has led to private entities building 3.5 million square feet of areas that they control but are, in theory, public. #whOWNSpace, along with collaborators, seeks to reveal conflict, question rules, advocate for design, and finally intervene in public space.

2:30 pm: Mimi Zeiger | The Intermediate

“The Intermediate” is the space between top-down planning and bottom-up action. It is a productive area of contemplation and investigation that leads to multiple outcomes, paradoxically serving a broad public and creating a narrow scope of participation. The lecture will explore “the intermediate” phase as a production of public space, participatory dialogue, and urban development that can guide social and political outcomes. However, in order to predict outcomes, Zeiger proposes we need a critical appraisal of the very notion of tactical, DIY, bottom-up urbanisms, and a new understanding of the pressures placed on this nascent field, including the pitfalls and possibilities of urban intervention.

3:45 pm: Patrizia di Monte | Estonoesunsolar

The richness of possibilities to use the empty plots stems from the indeterminacy of such gaps in the regular urban fabric. Temporary interventions in the city space are a dynamic tool that allow for flexible alternative readings of the city. The project as a whole aims for non-material solutions, establishing an open dialogue with the constructed environment through a light-hearted attitude. From the outset, it was essential to find a name for the interventions that gave meaning to a program without a program, an owner without property, and urban plot without a building, a place with no name. The name “estonoesunsolar” was intended to propose a new way of seeing familiar places: this is not an empty place – this is not what it seems. In short, it is an invitation to think again, to imagine possibilities, to propose new situations, and create enthusiastic spaces.

4:45 pm: Closing remarks

Sunday, June 15

Lathrop Homes (2000 W Diversey Ave, Chicago, IL 60647)
10 am – 4 pm

A six-hour workshop led by Quilian Riano and John Preus that engages with a specific Chicago site to apply ideas generated out of the presentations made the day prior. Mr. Riano brings his experience with Corona Plaza in Queens, New York, and his work with the Occupy Wall Street to bear on questions about public and private space, and forms of grassroots engagement. This is an excellent opportunity to work directly with a specific community and start a conversation in a real site facing real challenges.

10 am – 12 pm: Workshop led by Quilian Riano and John Preus.

12 pm – 1pm: Lunch break

1 pm – 4 pm: Continue workshop on site

Participants

Patrizia di Monte is an architect, founder of gravalosdimonte arquitectos, and mastermind behind Estonoesunsolar, an artistic/architectural program focused on the transformation of brownfield plots, within the city of Zaragoza, Spain, to create open spaces for the community in the crisis meanwhile. She is Social Architecture professor at ETSA-USJ.
www.gravalosdimonte.com | @patriziadimonte

Iker Gil is an architect, urban designer, and director of MAS Studio. He is the founder and editor in chief of the design journal MAS Context and the co-director of the Chicago Expander program at Archeworks. He is a PhD candidate from Escola Tecnica Superior d’Arquitectura de Barcelona (ETSAB), and holds a Master of Architecture from University of Illinois at Chicago (UIC).
www.mas-studio.com | @MASContext

John Preus is a Chicago-based interdisciplinary artist. He holds an MFA from the University of Chicago (2005) and studied furniture making in Minnesota with John Nesset. Preus founded Dilettante Studios in 2010, co-founded SHoP (2011), and Material Exchange (2005). Preus was the creative director of the Rebuild Foundation shop until 2012 and project lead for Theaster Gates’ 12 Ballads for Huguenot House, at Documenta 13. Preus is currently a Jackman Goldwasser resident at Hyde Park Art Center.
www.dilettantestudios.org

Quilian Riano is a designer, researcher, writer, and educator currently working out of Brooklyn, New York. Quilian works with community groups and trans-disciplinary teams to create comprehensive research that can be used to propose a variety of targeted policies, actions and designs at various scales—from pamphlets to architectures to landscapes. He leads #whOWnSpace, a project that grew out of the questions that surfaced during the #occupywallstreet movement concerning ownership and use of open space in New York City, North America, and cities around the world.
www.dsgnagnc.com/quilian-bio | @quilian

Mimi Zeiger is a Los Angeles-based journalist and critic. She covers art, architecture, urbanism, and design for a number of publications, including The New York Times, Domus, Dwell, and Architect, where she is a contributing editor. Zeiger is author of New Museums, Tiny Houses and Micro Green: Tiny Houses in Nature.
www.mimizeiger.com | @loudpaper

gravalosdimonte architects exhibited at MAXXI

Ignacio Grávalos and Patrizia Di Monte, gravalosdimonte architects, have been selected to take part in the exhibition #ErasmusEffect at @Museo_MAXXI. Discovering the successes of the ‘Erasmus generation’, who decided to find abroad their success, from Renzo Piano to Massimiliano. From the role of Giacomo Quarenghi in St Petersburg to the work of Lina Bo Bardi in Brazil and through to Pietro Belluschi in the United States and Romaldo Giugola – still active in Australia – or even Renzo Piano, the migratroy paths followed by some of our leading talents are well known and well established within the international historiography of architecture. The exhibition Erasmus Effect investigates the progressive acceleration that the phenomenon of “migrant” Italian architecture has undergone in recent decades. From the work of the established international companies to the projects and built works of the young Italian studios, shedding light on both the “widespread quality” of their work and the dense network of collaborations and trans-national ateliers born in the wake of the “Erasmus generation”. And lastly, the “star” migrants, not just architects, but voices, faces and stories capable of recounting a very extensive phenomenon and to lend energy and substance to the commitment of those striving to ensure that this precious Italian talent may return home. Curated by Pippo Ciorra. Tomorrow will also open the exhibition on Alessandro Anselmi. FIGURES AND FRAGMENTS, more than 100 drawings, designs, patterns, to retrace the career of a great master of Italian, and of UNStudio. MATTER IN MOTION, a large site-specific installation to retrace 25 years of architectural production in the Dutch study.  Great architecture awaits you at the MAXXI National Museum of XXI Century Arts, December the6th!MAXXI #erasmus effect exhibition gravalosdimonte architects Seguir leyendo ‘gravalosdimonte architects exhibited at MAXXI’


Contacto:

estudio@gravalosdimonte.com

c/Don Jaime I, 34 dpdo. 1º B,
50001 · Zaragoza
Spain
+34 976 296692
skype: patrizia di monte (gravalosdimonte)
twitter: @estonoesunsolar

@patriziadimonte

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