Publicaciones Etiquetadas 'gravalosdimonte arquitectos'

winning cerimony #BellaFuori3 international competition Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

Tomorrow Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna will held the international competition #BellaFuori3  winning cerimony at the Urban Center Bologna. Our proposal “Plug & Play” has been awarded with the 1st prize. During the cerimony there will be a speech by: Bologna major Virginio Merola, the Foundation president Marco Cammelli, the San Vitale  district president Milena Naldi, the Jury  president Mario Cucinella and Patrizia Di Monte in representation of the winning group composed by Ignacio Grávalos, Elena Vincenzi and Giorgio Volpe architects. In the afternoon will start the project final phase: presentation and panel discussion on the project with neighbors at Croce del Biacco Community Center in San Vitale, Bologna. PREMIAZIONE BELLA FUORI Bologna _estonoesunsolar

estonoesunsolar #BellaFuori3

http://www.fondazionedelmonte.it/Progetti/Progetto-Bella-Fuori/Bella-Fuori-2013.aspx

http://www.urbancenterbologna.it/bellafuori3/807-annunciato-il-progetto-vincitore-di-bella-fuori-3

 

gravalosdimonte published in the book #erasmuseffect 50 #italianarchitectsabroad @Museo MAXXI

Publication in the book: #erasmuseffect: 50 #italianarchitectsabroad curated by Pippo Ciorra at @Museo MAXXI.

MAXXI #erasmuseffect book gravalosdimonte architectsThe exhibition Erasmus Effect investigates the progressive acceleration that the phenomenon of “migrant” Italian architecture has undergone in recent decades. From the work of the established international companies to the projects and built works of the young Italian studios, shedding light on both the “widespread quality” of their work and the dense network of collaborations and trans-national ateliers born in the wake of the “Erasmus generation”. And lastly, the “star” migrants, not just architects, but voices, faces and stories capable of recounting a very extensive phenomenon and to lend energy and substance to the commitment of those striving to ensure that this precious Italian talent may return home. Curated by Pippo Ciorra.

estonoesunsolar winner of #Bellafuori3 international competition #FondazionedelMonte @UrbanCenterBo

Un po’ di Spagna alla Croce del Biacco. Arriva da Saragozza il progetto vincitore di Bella Fuori 3 !

Bologna, 26 marzo 2014 – Arriva dalla Spagna il progetto vincitore di Bella Fuori 3, terza fase del concorso di valutazione e selezione di un progetto di riqualificazione urbanistica partecipata a costo contenuto per una zona della periferia di Bologna. In questo caso si tratta di un’area verde inutilizzata alla Croce del Biacco, nel Quartiere San Vitale. Il progetto vincitore si chiama Plug and Play ed è stato realizzato da un gruppo di architetti guidati da Patrizia Di Monte, titolare insieme a Ignacio Gravalos Lacambra dello studio di architettura estonoesunsolar  a Saragozza (Spagna). Con loro hanno lavorato gli architetti Elena Vincenzi e Giorgio Volpe di Bologna.  Il concorso di progettazione si era chiuso il 16 settembre 2013 con oltre 70 candidature.  Subito dopo la commissione esaminatrice, presieduta dall’architetto Mario Cucinella e composta dagli architetti Mauro Panigo e Luigi Centola, aveva selezionato  3 studi di architettura  per la seconda fase:
-Antonio Ravalli Architetti – Rappresentante con Jornet-Llop Pastor SLP e Franc Fernandez Architectura;
-Patrizia Di Monte – Rappresentante con Ignacio Gravalos Lacambra, Elena Vincenzi e Giorgio Volpe con la collaborazione di María Pérez e Giusy Paterno;
-Gaia Calamosca – Rappresentante per Ciclostile Architettura, con Giacomo Beccari e Alessandro Miti (come studio Under 40), invitandoli a redigere attraverso un momento di confronto con i cittadini della zona interessata altrettanti progetti preliminari per un intervento a costo contenuto ma ad alta qualità ambientale e sociale per riqualificare lo spazio pubblico aperto, il sistema degli accessi e delle connessioni e dei collegamenti ciclo-pedonali. Infine, il 21 marzo scorso, dopo aver valutato anche i pareri sui tre progetti espressi dai cittadini del quartiere, la commissione ha selezionato il progetto formulato dal gruppo guidato da Patrizia Di Monte. I dettagli del progetto vincitore verranno illustrati durante la premiazione di Bella Fuori 3 da parte della giuria presieduta da Mario Cucinella, in programma martedì 15 aprile alle ore 11.30 all’ Urban Center, nella Salaborsa di Bologna (Piazza Nettuno 3). Alla stessa ora sarà inaugurata la mostra dei tre progetti che resterà esposta per un mese nei locali dell’Urban Center.

Bella Fuori è uno dei progetti strategici promossi dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in collaborazione con il Comune di Bologna, per portare risorse e bellezza nelle periferie della città e non relegarle ad appendici del centro, ma valorizzarle come spazi la cui somma costituisce la città contemporanea. L’obiettivo è creare nuove centralità e renderle punti di riferimento per coloro che abitano nelle zone circostanti, attraverso un’azione profonda di riqualificazione che coinvolga gli abitanti e incida sul sistema urbano, favorendo l’aggregazione sociale. Le precedenti due edizioni di Bella Fuori, nel 2007 e nel 2008, con un investimento di un milione di euro per intervento, hanno permesso di dotare la città di Bologna di due nuove centralità: la nuova Gorki a Corticella (Quartiere Navile); la piazza Spadolini e le due aree verdi di via Garavaglia (Quartiere San Donato). La terza edizione di Bella Fuori, avviata in collaborazione con l’assessorato all’Urbanistica, Ambiente, Qualità urbana e Città storica, l’Urban Center di Bologna e il Quartiere San Vitale, sará finanziata dalla Fondazione del Monte. Bella Fuori 3 ha invitato i progettisti a confrontarsi con una nuova sfida, in linea con i richiami alla riduzione della spesa, all’approccio sostenibile della città intelligente e al concetto di eco-design.

Fondazione del Monte Bologna Ravenna

http://www.fondazionedelmonte.it/Progetti/Progetto-Bella-Fuori/Bella-Fuori-2013.aspx

http://www.urbancenterbologna.it/bellafuori3

clase 09_arquitectura social_ “arqueología de la modernidad”

El paisaje contemporáneo ha sido transformado por elementos urbanos inacabados. Urbanizaciones desiertas y dispersas, estructuras de hormigón desperdigadas, arquetas inservibles, pabellones en desuso o barrios enteros abandonados han introducido una inesperada dimensión en el territorio. La constatación de fragmentos inconexos y paralizados en el tiempo establece una cruel metáfora que evidencia el fin de una sociedad del exceso. Se trata de un paisaje compuesto por los residuos de un optimismo especulativo y que han pasado a formar parte de las ruinas precoces de la modernidad.   Son, en definitiva, las huellas de un ingenuo optimismo y, a su vez, de la constatación de un fracaso.

Estos nuevos paisajes, leídos en clave de trazos arqueológicos de la sociedad postindustrial fueron puestos de manifiesto en el trabajo “Ruinas modernas. Una topografía de lucro” de Julia Schulz-Dornburg, que dio lugar a una exposición en la que se mostraban procesos de urbanización y construcción paralizados por la crisis y congelados de modo definitivo en el tiempo. En ella se analizaba la concepción, las expectativas, el inicio de los procesos y su paralización, formando una cartografía de la ambición y del  exceso. Pero más allá de todo ello, nos traslada un paisaje hasta ahora inaudito, que muestra la belleza cínica del fracaso, de lo inacabado. Un paisaje transformado por las ruinas de la modernidad, entendidas, quizá terapéuticamente, como vestigios de un pasado lejano que han transformando un mundo que ya no volverá a ser el mismo.

3                                                                                                                    “Ruinas Modernas”_Julia Schulz-Dornburg

Si en esta primera visión, los objetos de estudio se refieren a procesos inacabados, existe también otro tipo de situaciones, compuestas por procesos finalizados pero que han sufrido un deterior acelerado. El ejemplo contemporáneo más ilustrativo es el caso de Detroit, la ciudad impulsora del sueño americano y, posteriormente, de su trágico despertar. La situación actual no puede ser más angustiosa: un territorio urbano que ha mermado a la mitad desde los años setenta, una población que igualmente ha disminuido de 2.000.0000 de habitantes en los setenta a los 700.000 habitantes de la actualidad; abandono escolar, desempleo, criminalidad, etc.  El 28% de las parcelas están formadas por inmuebles abandonados, de los cuales, cerca de 10.000 serán próximamente demolidos. Todo ello, ha provocado un desequilibrio urbano difícilmente gestionable, una ciudad fantasma, ausente. Ante este caos, las autoridades municipales están tratando de reubicar a la población para redimensionar el fenómeno urbano. Y este proceso, realizado mediante la presión y la pérdida de derechos ciudadanos (ausencia de limpieza, de policía,…) genera una población despojada de sus vínculos con el territorio, y por tanto,  de su identidad. A un proceso de recesión económica, le está siguiendo, igualmente, un proceso de contracción urbana de resultados, hoy, todavía inciertos.

ballroom_lee plaza hotel_detroit                                                                                                                          “The ruins of Detroit”_Marchand&Meffre

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gravalosdimonte arquitectos docenti nel Laboratorio di Tesi Finale_Universitá di Ferrara

UNIFE Facoltá architettura gravalosdimonte arquitectosGravalosdimonte arquitectos sono i vincitori del bando dell’ Università degli Studi di Ferrara, dipartimento di Architettura, per il conferimento dell’ incarico di supporto all’ attivitá docente del Laboratorio di Sintesi finale durante il secondo semestre dell’ A.A. 2013-2014, sul tema della rigenerazione urbana. “Il laboratorio intende stimolare il laureando a riflettere sull’urgenza del tema della rigenerazione urbana. La perdurante crisi economica, caratterizzata da una drastica riduzione della leva finanziaria a supporto dell’investimento immobiliare e dalla simmetrica contrazione della capacità di spesa, crea le condizioni per una compiuta valorizzazione del patrimonio esistente. Il fallimento delle politiche metropolitane, discriminanti l’offerta insediativa in funzione inversa alla qualità dei servizi presenti sul territorio, ha generato un flusso di ritorno verso le città, organizzate in reti ad elevata accessibilità che sfuggono ad una preventiva pianificazione. La diffusa sensibilità per la riduzione dei consumi, impone nuove modalità di organizzazione del costruito, al fine di massimizzarne il rendimento energetico in una prospettiva di medio-lungo termine. La cultura del progetto è così chiamata a confrontarsi con i diversi gradi e livelli dell’attuale trasformazione urbana.”


gravalosdimonte architects exhibited at MAXXI

Ignacio Grávalos and Patrizia Di Monte, gravalosdimonte architects, have been selected to take part in the exhibition #ErasmusEffect at @Museo_MAXXI. Discovering the successes of the ‘Erasmus generation’, who decided to find abroad their success, from Renzo Piano to Massimiliano. From the role of Giacomo Quarenghi in St Petersburg to the work of Lina Bo Bardi in Brazil and through to Pietro Belluschi in the United States and Romaldo Giugola – still active in Australia – or even Renzo Piano, the migratroy paths followed by some of our leading talents are well known and well established within the international historiography of architecture. The exhibition Erasmus Effect investigates the progressive acceleration that the phenomenon of “migrant” Italian architecture has undergone in recent decades. From the work of the established international companies to the projects and built works of the young Italian studios, shedding light on both the “widespread quality” of their work and the dense network of collaborations and trans-national ateliers born in the wake of the “Erasmus generation”. And lastly, the “star” migrants, not just architects, but voices, faces and stories capable of recounting a very extensive phenomenon and to lend energy and substance to the commitment of those striving to ensure that this precious Italian talent may return home. Curated by Pippo Ciorra. Tomorrow will also open the exhibition on Alessandro Anselmi. FIGURES AND FRAGMENTS, more than 100 drawings, designs, patterns, to retrace the career of a great master of Italian, and of UNStudio. MATTER IN MOTION, a large site-specific installation to retrace 25 years of architectural production in the Dutch study.  Great architecture awaits you at the MAXXI National Museum of XXI Century Arts, December the6th!MAXXI #erasmus effect exhibition gravalosdimonte architects Continuar leyendo ‘gravalosdimonte architects exhibited at MAXXI’

clase 04_arquitectura social_la disolución del espacio público

disolución espacio público_gravalosdimonte_japonEsta semana reflexionamos sobre la relación-apropiación de los espacios públicos y privados. ¿Cuáles han sido las funciones del espacio público? ¿Siguen siendo las mismas? Hemos realizado una rápida vista retrospectiva para intentar sacar conclusiones partiendo de las plazas medievales y renacentistas, de sus focos simbólicos y representativos. Como buen ejemplo de ello se ha analizado la Piazza del Popolo de Todi en la que tanto el poder eclesiástico como el poder político se apropian estratégicamente del espacio, y que tan bien explica Edmund N. Wilson en “Design of cities” . Cada uno asume una posición muy calculada, elevando sus cotas de acceso mediante unas escalinatas que los situaban en un plano superior al resto del pueblo. Un espacio público entendido como un espacio de interacción social, de intercambio, de comunicación,…pero siempre presidido y condicionado por el poder entre dos polos de tensión.

Analizando la función comercial del espacio público hemos llegado al siglo XIX con la aparición de las galerías cubiertas (Burlintong Arcade de Londres, las Galeries Royales Saint-Hubert de Bruselas o la Vittorio Emanuelle II de Milán, Nápoles..) que todavía son parte constitutiva de la trama urbana y que establece una primera referencia de lo que siglos después derivará en el centro comercial tal y como hoy lo conocemos, pero esta vez desvinculados ya de la de la lógica urbana, con localizaciones exteriores a los límites de la ciudad, y en los que el automóvil se configura como el elemento vertebrador del territorio. La calle interior de la galería volcada al espacio comercial como nuevo modelo de ciudad basada en el consumo.  Un automóvil que romperá la barrera sagrada del límite de la ciudad y a partir de allí, la ciudad irá invadiendo el territorio progresivamente. Continuar leyendo ‘clase 04_arquitectura social_la disolución del espacio público’

gravalosdimonte en Bochum_”DAS DETROIT”

Das_Detroit_estonoesunsolar

Hoy estamos en Bochum (Rhur – Alemania), preparando una serie de intervenciones en el marco del “Schauspielhaus Bochum and Urbane Künste Ruhr”. Colaboraremos con equipos de Alemania, Inglaterra, Polonia y Estados Unidos. La intervención española está comisariada por Basurama. Las jornadas van a arrojar una mirada sobre el futuro de una serie de ciudades que han sido redefinidas en cierto modo por la implantación de la General Motors. La presencia de la multinacional tiene la capacidad de modificar la estructura económica y urbana del territorio. ¿De qué manera reaccionan las ciudades a esta contingencia? ¿Cuál es el impacto? ¿Cuál es el futuro? ¿Se producen situaciones extrapolables?

En estas jornadas se pretende reflexionar sobre estos temas planteando una serie de procesos vinculados a  estas situaciones. Será interesante compartir experiencias, propuestas, reacciones, éxitos y fracasos que intentan reactivar situaciones presentes en ciudades anestesiadas por la crisis. Para clausurar el seminarioTyree Guyton nos hablará de Heidelberg Project, proyecto artístico que lleva a cabo en la ciudad de Detroit desde hace 27 años, promoviendo una mejora de los espacios urbanos sometidos al progresivo abandono e integrando los habitantes del barrio.

gravalosdimonte en las #JornadasLCV2013 _ La ciudad Viva: del urbanismo a la ciudadanía

jornadas la ciudad viva 2013 gravalosdimonteHoy debatimos en Sevilla sobre el espacio público, dentro del marco de las #JornadasLCV2013 de LA CIUDAD VIVA.
Vamos a reflexionar sobre la gestión compartida del espacio público en torno a las siguientes ideas:
1. Los códigos de interpretación de la realidad. Ciudadano, técnico y Administración. Tres visiones sobre la ciudad.
2. La ciudad inacabada. El accidente como opotunidad.
3. El ciudadano reflexivo. El ciudadano imputado por la realidad , que actúa y propone, que participa y construye.
4. El espacio pú blico como interacción de flujos. El espacio virtual como espacio público. La representación del conflicto.
5. Espacios para la incertidumbre. Planificación y desvíos. La imaginación como Elemento constitutivo del ser humano. El hommo ludens.
6. El lugar como experiencia. Encuentros y desencuentros.
7. Las transiciones en el paisaje urbano. Revisiones de la administración . Reacciones frente espacios no planificados.

Al final de la jornada se realizará un taller junto a  Zuloark + Cebada + PKMN;  Tramallol + David Gómez;  La Ciudad Amable para elaborar un diccionario a modo de manifiesto urbano. Palabras que tienen que tener la capacidad de explicar tres realidades ue en el fondo son las mismas.

http://www.laciudadviva.org/opencms/opencms/03_actividades/congconf/congresos/Jornadas_LCV_2013/Programa_e_invitados.html

clase 02_arquitectura social_”big data”

Hoy tratamos de explicar parte de la realidad a través de los datos. Tan sólo vamos a hablar de números. Datos que van variando a través del tiempo y es esta variación precisamente la que nos permite analizar el pasado, observar el presente e intuir posibles caminos del futuro….

gravalosdimonte_data world_arquitectura social                                                                                                                                                                                                                        (Reuters)

Iniciamos con esta imagen, la única de la mañana en la que observamos dos ámbitos de un mismo mundo. Por un lado las cifras y por otro el ser humano, separados por una distancia abismal. Pero serán estas cifras las que le permitan entender la complejidad y reaccionar.

El crecimiento anual. Según datos del Banco Mundial, el crecimiento económico de 2013 en Estados Unidos será del 2.4%, en la Eurozona del 1.1%  y en Japón del 1.6%. Estas cifras contrastan con las previstas para los países en vías de desarrollo o emergentes, ya que para Brasil se prevé un 4.4%, India un 7.7% y China un 8.3%.

¿Cómo contextualizamos estas cifras? Según Maddison (2001), del año 0 al 1000 el crecimiento fue del 0%, del 1000 al 1800 del 0.05. Estos valores subirían con la revolución industrial, estableciéndose un crecimiento del 1800 al 1900 del 0.7% y en el transcurso del siglo XX del 1.5%. Nunca antes se había crecido tanto.

Como casos específicos, cabe destacar la evolución de Alemania y Japón, a partir del final de la Segunda Guerra Mundial. Alemania superó el 10% en la posguerra y Japón superó el 16% en los años 60. Ambos sufrieron una gran caída en los 50 y 70 respectivamente.

 La distribución de la riqueza. (Maddison, 2001). En 1500 Europa tenía una renta el doble que la de Africa. En 1820 era el triple. En 1914 se multiplicó la diferencia por 9 y en 2005 por 20. Continuar leyendo ‘clase 02_arquitectura social_”big data”’


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